
Per anni ho sognato di visitare l’isola di San Pietro, così, quando ci sono finalmente riuscito, il luogo scelto per fotografare il mio primo tramonto non poteva che essere quello iconico delle Colonne.
Come al solito sono arrivato in anticipo per un veloce sopralluogo, in modo da scegliere la postazione migliore da cui iniziare e avere dei riferimenti per la serata. Concluse le valutazioni del caso, ho montato il teleobiettivo, aperto il cavalletto e mi sono messo a osservare il sole che scendeva, attendendo il momento giusto per iniziare.
A un certo punto si è avvicinata una bambina di quattro o cinque anni, con la madre che la controllava a poca distanza. Mi ha chiesto: «Cosa stai facendo?»
«Sto aspettando il momento giusto per fare una foto.»
«Oh, che bello. Manca molto?»
«No, ormai manca poco.»
«Sto aspettando il momento giusto per fare una foto.»
«Oh, che bello. Manca molto?»
«No, ormai manca poco.»
Anche se di norma avrei aspettato ancora qualche minuto, ho preso il telecomando e le ho chiesto: «Vuoi provare tu a schiacciare il pulsante?». Ha annuito entusiasta, ha preso il comando dalla mia mano e ha premuto. Dopo qualche istante l'immagine è apparsa sul display e il suo viso si è illuminato. Con un sorriso enorme mi ha chiesto: «Ma l'ho fatta veramente io?». Le ho risposto di sì e lei, felice, ha esclamato istintivamente: «La mia mamma mi fa fare le foto solo con il telefono!».
Dopo qualche altra battuta si sono allontanate salutandomi, mentre io mi sono concentrato sul mio lavoro. Guardando lo schermo, ho riflettuto sul fatto che quella fosse probabilmente la sua prima vera fotografia scattata con una vera macchina fotografica e che, quasi sicuramente, non l'avrebbe mai più vista dopo averla visualizzata per quei pochi attimi sul display della fotocamera.
Se potessi tornare indietro chiederei un contatto alla madre per potergliela inviare, ma ormai è andata così.
Se potessi tornare indietro chiederei un contatto alla madre per potergliela inviare, ma ormai è andata così.





