Riflessioni - News - Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio

Collegamento alla pagina Facebook
Lo Stock personale sul sito dell'agenzia Clickalps
Il profilo Instagram
Il mio canale YouTube

Fotografia di viaggio e di natura

Vai ai contenuti

Menu principale:

Una piccola riflessione sull'assetto attuale di Fontana di Trevi

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Riflessioni ·
Tags: RomaFontana di Trevi

Fino a qualche mese fa fare una foto come questa di Fontana di Trevi sarebbe stato più complicato perché le persone si radunavano per la maggior parte nella zona più bassa della fontana, quella che per secoli ha accolto residenti e turisti. Ora, con la nuova bigliettazione che impone il pagamento di due euro per accedere a quell'area, si genera spesso un fenomeno che era del tutto prevedibile, cioè che la parte più bassa risulti essere semi vuota, mentre la piazza è spesso congestionata dal gran numero di persone che guardano la fontana dall'alto per risparmiare i soldi del biglietto. D'altra parte la differenza è di appena qualche metro e molti turisti di oggi sono, ahimé, del tipo mordi e fuggi. Un selfie e via per poter dimostrare di esserci stati, ma non hanno un vero interesse nell'ammirare questo capolavoro.
Ritengo questa gestione del monumento sbagliata e l'ho anche detto in passato, nonostante da cittadino romano io possa accedere gratis e ciò va a mio vantaggio perché posso godere della bellezza di questo luogo con maggiore tranquilità, ma la cosa che vale la pena far notare è che il problema di molte città d'arte non è di eccesso di  turismo - od overtourism, come si dice oggi - ma della sua qualità. Chi viene da lontano o lontanissimo e si accontenta di vedere la fontana in mezzo a questa ressa dovrebbe chiedersi se è venuto fino a Roma per conoscere Roma, per poter aggiungere una spunta alla lista delle città visitate o per poter animare la propria galleria di Instagram senza aver davvero capito dove si trovi.




Quell'insopportabile rumore di fondo

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Riflessioni ·
Tags: OrsoNaturaAmbiente
Qualche giorno fa un ragazzo, Andrea Papi, è stato ucciso da un orso in Val di Sole. Probabilmente lo sapevate già vista l'eco che la notizia ha avuto su tutti i canali.

Per la fine del ragazzo non si può non provare una profonda tristezza, in particolare da parte di chi è appassionato di montagna. Quella degli amanti della montagna è come una grande, immensa e bellissima famiglia i cui componenti non si conoscono tra loro, ma composta da membri che sanno che quando ci si incontra ci si saluta e che se c'è qualcosa che non va si può anche essere partiti da casa per fare l'impresa della vita, ma ci si ferma comunque ad aiutare chi è in difficoltà.
Quando succede una cosa del genere spesso chi ama davvero la montagna sta silenziosamente e rispettosamente in silenzio per rispetto della vittima e dei suoi familiari.

Quello che però è successo e che era anche facilmente prevedibile sarebbe successo è che una notizia del genere non poteva non generare un insopportabile quantità di opinioni da parte di chiunque, una sorta di rumore di fondo amplificato dai mezzi di informazione e dai social network  che di questo, purtroppo, si nutrono.

Non importa se chi sta parlando della montagna, della natura e delle leggi che la governano non sa nulla, si sentirà comunque in diritto di dire la sua opinione. E se qualcuno non vuole starla a sentire la griderà più forte affinché qualcuno la ascolti. È così che giornalisti, opinionisti, commentatori del tutto e del niente si sono schierati chi dalla parte dell'orso e chi dalla parte del ragazzo. Come se ci fosse una parte con cui stare.

In questa storia l'unica cosa evidente è che c'è stata una tragedia, che è difficile capire se poteva essere evitata perché non si sa esattamente in quali condizioni possa essere successa, ed è anche difficile capire come potrebbe essere evitata una situazione del genere in futuro senza fare una carneficina di orsi per cercare di rendere la montagna quel gigantesco luna park che tanto piace pubblicizzare alle agenzie del turismo. Ma la natura non è quella che la maggior parte delle persone pensa che sia. La natura è affascinante anche perché può essere spietata, la montagna è bella anche perché pericolosa.
Quelli che di riempiono la bocca dicendo che dovremmo imparare dagli animali dovrebbero andarli a vedere in natura per capire come funzionano realmente le cose, perché la natura è tutto fuorché quello che potete immaginare se l'avete sempre e solo vista dal divano.

Non ho sentito nessuno proporre di introdurre l'educazione ambientale nelle scuole e per le persone che vivono e frequentano quei luoghi. Alcune norme utili probabilmente mancano anche a me e se qualcuno me le insegnasse gliene sarei grato per la vita.

Non ho sentito nessuno interrogarsi su quante persone muoiano per colpa dell'orso ogni anno. In Italia quella del povero Andrea è la prima notizia che ricordi in più di 40 anni di vita, mentre qualche incontro che porta solo a un grosso spavento e a qualche ferita minore ci può essere di tanto in tanto. Nel contempo le morti causate dalle mucche sono state immensamente di più, ma in quel caso nessuno grida alla "mucca assassina" e chiede allo stato di eliminare tutte le mucche. Gli animali che provocano più vittime sono però gli insetti come le api, le vespe o i calabroni, che però fanno immensamente meno paura di un grande plantigrado come l'orso, che fondamentalmente come prima reazione ha quella di scappare quando vede l'uomo.

Infine ho imparato da questo rumore che continua a propagarsi sui media che esiste un habitat per l'uomo e uno per gli altri animali, specialmente gli orsi. Forse bisognerebbe tornare a pensare che noi siamo animali tanto quanto gli orsi, che l'uomo non è poi così diverso o più importante di un orso, una volpe, un serpente o anche di un fiore o un albero e che per questo non ha nessun diritto fondamentale in più di qualsiasi altro essere vivente. Essersi isolati dalla natura è stata una scelta di convenienza dell'uomo, ma questo non significa che la montagna non possa essere l'habitat anche dell'uomo, che rispettandola e correndo un minimo rischio non possa viverla profondamente o debba sentirsi in colpa se lo fa.

Ho sentito dire che Andrea Papi sarebbe stato avventato perché amava correre nei boschi. Anche solo il fatto che qualcuno possa pensare che correre nei boschi sia un gesto avventato mi dispiace perché vuol dire che chi pronuncia quelle parole porta una miseria nel proprio cuore per cui è impossibile non provare pena. Ogni giorno sulle strade muoiono non meno di 5 persone, quindi o questo ragazzo non era una persona poi così avventata oppure chiunque abbia anche solo messo la chiave nel quadro della macchina è un aspirante suicida e andrebbe fermato.

Lasciamo che delle montagne e degli animali si occupi chi ha le conoscenze, non la politica che risponde alla pancia della gente o gli opinionisti che vivono come sciacalli pronti ad avventurarsi sulla notizia del giorno e accettiamo le soluzioni che potranno trovare, con la speranza che si rivelino buone per una sana convivenza reciproca tra l'uomo e gli animali. Impariamo che una tragedia può non avere un colpevole da punire, che uccidere un animale è una vendetta che potrebbe risultare inutile. E poi se una persona cade su un sasso instabile che cosa facciamo? Incolliamo tutti i sassi al terreno? E se una vipera ci morde la portiamo dall'avvocato? Impariamo a vivere un luogo fondamentale come la montagna con la consapevolezza che qualche rischio si può correre e che bisogna essere preparati ad affrontare ogni situazione e, soprattutto, essere consci dei propri limiti e che per quanto la sicurezza rimanga sempre un obiettivo primario quando si va in montagna non sarà mai assoluta.



Una piccola riflessione sull'albero di natale di Roma 2023

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Riflessioni ·
Tags: RomaAlbero di NataleEcologiaPannelli Solari

Ho preferito aspettare la fine delle feste per questo post che definirei inusuale rispetto al solito visto che la fotografia è al servizio del testo e non il contrario.
Non mi piace fare polemica, preferisco essere sempre il più possibile costruttivo e oggi vi sottopongo una foto dell'albero di natale di Roma di quest'anno e mi piacerebbe avere una vostra opinione su questa mia riflessione.
Come saprete da qualche anno c'è grande affanno nel cercare di prendere in giro l'albero di natale di Roma, anche se sinceramente non ne ho mai capito il motivo. Tutto iniziò con il famoso “Spelacchio”, un albero che ebbe la "brutta idea" di morire prima della fine delle feste perdendo quasi tutti gli aghi proprio nei giorni più importanti del natale. Da quell'anno il tiro al bersaglio contro l'albero di natale della capitale divenne quasi una missione supportata da motivazioni spesso pretestuose e a volte ridicole, come quando si disse che era troppo bello perché era stato pagato da uno sponsor. Si è riusciti a far polemica anche quando l'albero di natale era bellissimo e a costo zero, tanto per far capire di cosa parliamo.
Quest'anno la polemica ha riguardato quei 2 pannelli solari che vedete alla base dell'albero. Per questo motivo ho deciso di mostrarvi una foto scattata di giorno quando i 2 pannelli solari sono ben evidenti, mentre di notte risultano praticamente invisibili. Molti hanno deriso questa iniziativa, invece secondo me la scelta di inserire due pannelli solari in grado di produrre l'energia necessaria per alimentare le luci dell'albero di natale e le luminarie di via del Corso è una bella idea. Nascondere i pannelli avrebbe tolto totalmente il valore educativo di chi ha pensato a questa iniziativa. Sì, perché secondo me è giusto che si cominci a far capire alle persone che la rivoluzione ecologica avrà un impatto sulle vite di tutti e che non è affatto grave che ciò avvenga, si tratta solo di ripensare al nostro futuro in un’ottica più sostenibile. Se sui tetti della città iniziassero a proliferare pannelli solari a perdita d'occhio non dovrebbe essere visto questo come un problema visto che la loro presenza è non solo utile, ma necessaria. Non voglio dire che dobbiamo riempire di pannelli solari i monumenti, quello no, ma i tetti dei condomini, dei supermercati, dei benzinai, delle industrie invece dovrebbero esserne pieni e per farci abituare alla loro presenza ha senso che si facciano iniziative come quella pensata a Roma.
Se ci siamo assuefatti alla presenza di orribili parabole per vedere le partite di calcio in TV e di antenne per la telefonia cellulare, allora dovremmo essere contenti di vedere più pannelli solari in città e dovremmo iniziare a promuovere iniziative che facciano capire che un futuro sostenibile passerà inevitabilmente verso un cambiamento che ora può spaventare qualcuno, ma che è assolutamente auspicabile.




Una piccola riflessione sulla tragedia accaduta ieri sulla Marmolada

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Riflessioni ·
Tags: #marmolada#dolomiti


Quando accade una tragedia in montagna ho l'impressione che l'atteggiamento tipico della TV e dei giornali, che evidentemente parlano di qualcosa che non gli è familiare, si divida tra chi pensa alla semplice fatalità o alla disattenzione degli escursionisti e chi invece pensa che la montagna sia da assimilare a un essere vivente che in piena coscienza decida ogni tanto di vendicarsi uccidendo qualcuno.
Anche se ho sempre deciso di stare ben lontano dalla cronaca sul mio sito vorrei invitare chi mi segue a fare una riflessione su quanto accaduto ieri sulla Marmolada. Il distacco di un seracco in un ghiacciaio è tutt'altro che una fatalità, specialmente se si tratta di un ghiacciaio che si trova a una quota bassa come quello della Marmolada e di cui è prevista l'inesorabile e completa fusione nei decenni a venire. Non bisogna nemmeno epicizzare l'accaduto dicendo che si tratta di un grido di dolore da parte della montagna, perché il rischio è di fare lo stesso errore che fa chi pensa che la montagna sia un essere senziente pronto a uccidere gente a caso. No, quel che è successo ieri è semplicemente frutto del surriscaldamento climatico, della cecità dei politici mondiali e dei cattivi comportamenti della maggioranza degli esseri umani che vivono al di sopra delle potenzialità del pianeta.
Che la fusione dei ghiacciai non avvenga dolcemente è da dare per scontato. Nessun ghiacciaio si scioglierà lentamente salutando pacificamente gli esseri umani che ci passano sotto, ma porterà con sé crolli e tragedie. Così come la perdita di permafrost farà franare le montagne sempre più spesso e il mare non aumenterà di livello chiedendo il permesso per entrare in città o allagare campi.
Gli eventi climatici estremi e le loro ripercussioni sono semplicemente la conseguenza di un atteggiamento che l'uomo porta avanti in modo scellerato da troppo tempo. Sembra che l'uomo abbia deciso di non far parte della natura, ma di esserne al di sopra.
Sarebbe inutile dire: "pensateci la prossima volta che andrete a votare" perché una proposta seria per l'ambiente da parte della politica non l'ho mai sentita.
Siate voi il cambiamento che vorreste vedere nel mondo, diceva Gandhi. Per essere quel cambiamento però bisogna essere in tanti, essere consapevoli e soprattutto essere determinati a fare anche delle rinunce.
Non pensate che tra 500 anni sui libri di storia per le scuole si parlerà per più di qualche riga di una pandemia durata appena 2 anni grazie ai progressi della scienza. È ben più probabile invece che interi capitoli verranno dedicati a come l'uomo si sia messo nei guai per la cecità e l'interesse di pochi, portando avanti un modello di sviluppo e benessere incentrato sulla crescita economica invece di cercare di rimanere in armonia con la natura dell'unico pianeta sul quale ci è possibile vivere.



Gianluca Laurentini Photography
Tag
Pannelli Solari L'occhio del Fotografo X-E5 Abruzzo Lumix G90 Social Alpha 1 Scozia Lazio Medio Formato XF 70-300mm f/4-5.6 R LM OIS WR Tiziano Terzani Autunno seleziona cielo Fotografia naturalistica Alberto Ghizzi Panizza Gianni Riotta X100V Rocca Calascio Canon PowerShot SX730 HS NiSi Holder V6 Lumix GX880 fotografico Mostre Z 6III Giorno della memoria 1 Pulcinelle di mare Basilicata Canon EOS 5D Mark IV Appennino Centrale Tiberina Nikkor Z 24-70mm f/4 S Large Format Puffin Ponti Workshop di Composizione Fotografica Z 6II HDR Sony Zeiss Vario-Tessar T* FE 24-70mm f/4 ZA OSS A99 II Sigma Castel Sant'Angelo Punti di vista EOS R10 Monte Viglio Rinascimento della Fotografia Andrea Jemolo Laowa Parco Nazionale d'Abruzzo XC 13-33mm f/3.5-6.3 OIS Alba Z 16-50mm f/3.5-6.3VR Panasonic Lumix G Vario 45-150 mm f/4-5.6 Asph. Mega O.I.S. EOS R Calendario Diaframma Raymaster Belluno NiSi 15mm f/4 ASPH Roma - Dal Tramonto All'Alba Mirrorless Sotto il cielo di Roma Raymasters Camera Filters Instax Roma Folco Terzani Terremoto EOS RF 28-70mm f/2L USM Italia fotografo Pantheon seleziona soggetto sviluppo RAW Alta Risoluzione Steve McCurry Appennini Roberto Moiola Palazzo Englefield Nevicata del 26 febbraio 2018 Campidoglio Filtro Polarizzatore 8 Macro IS STM EOS 1DX Mark III GND32 Soft Zero mirrorless Guida Regali di Natale Olympus Valle del Treja e X Raymasters Lago di Pilato Camera Raw Lago di Anterselva Facebook smartphone Monte Toc naturalista sviluppo Alcazaba Aggiornamento 2018 Piazza di Spagna Z fc Tamron Dublino RF 35mm f/1 GFX50S II Arcobaleno Sony Alpha 7S II T4 Praga Francesco Gola 6-8 R LM OIS WR Lo scatto a raffica Andalusia EOS R1 14-24mm f/2.8 DG HSM Art Zoom Editoriale Pixma Pro 200 Ponte Sisto Panasonic Lumix FZ2000 Eos M6 Mark II Maserati T3 Cavalletto Città del Vaticano GFX100S RF 100-500mm f/4.5-7.1L IS USM EOS R6 X-S20 Auguri Aereo Fotografiamo.net Gatto Cow Michael Freeman Panasonic Lumix GH5 Altrephoto EOS M5 Firenze Lumix S5 XF 8-16mm f/2.8 R LM WR Nikon D500 Sera Isola Tiberina Longarone NAF Gianni Berengo Gardin Ponza Friuli Venezia Giulia EF-M 18-150mm f/3.5-6.3 IS STM Light Painting David di Michelangelo Panasonic Lumix FZ82 Fuji Fujinon Cantabria D850 Nick Ut Wildlife Michelangelo articoli Panasonic gratis Filtri Fotografici Corso Intermedio Casso Fujifilm GF 32-64mm f/4 R LM WR Dopo Marche Leica EOS R7 fotografia Stock Full Frame Parco Nazionale d’Abruzzo Panasonic Lumix G Vario 12-60mm f/3.5-5.6 Asph. Power O.I.S. Nikkor Z DX 50-250mm f/4.5-6.3 VR Neve X-T5 RF 10-20mm f/4L IS STM Focus Nikon Canon EF 16-35mm f/2.8 L III USM Lazio e Molise Uscita Papa Francesco Cascate di Monte Gelato EOS R8 Ecologia Articoli Al3photo Monti Marsicani National Geographic GFX100 RF 24-105mm f/4 L IS USM Trieste Quartiere Coppedè 50-100mm f/1.8 DC HSM Art GF 45mm f/2.8 R WR Fontana di Trevi News Fragments of Scotland Filtri Tevere Impariamo a sfruttare il cielo in fotografia Lago di Scanno Euronews Lightroom Daniele Nardi Fotofabbrica Febbraio mix Officine Fotografiche di Adobe Camera RAW G 25mm f/1.7 Asph. Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga Lumix S Pro 16-35mm f/4 Monte Bianco Irlanda Interivsta IR X-T30 III Sirente Velino Composizione gallerie G80 Libri Lumix TZ90 Sony Harenberg Nikkor 18-35mm f/3.5-4.5 G Panasonic Lumix G 14-140mm f/3.5-5.6 Asph. Power O.I.S. Montagna Letizia Battaglia Pubblicazioni Photoshop X-H2s Z 14-30mm f/4S Nikkor 16-80mm f/2.8-4 E ED VR DX Isole Ponziane Lumix GH6 etica Lunga esposizione Guida Mercato Freedom I segreti delle schede di memoria GF 20-35mm f/4 R WR Bridge Seconda guerra mondiale Foliage EOS R3 Naf Vajont Capraia Mare Nikon Ceuta Ocolus Flickr FF II 10-18mm f/4.5-5.6 C-Dreamer Panning Pro3 Canon EOS M6 #dolomiti Luana Rigolli om #marmolada RAW Massimiliano Carraglia Spagna olympus Giustizia Rupicapra ornata GFX50s Lu GFX50R Bagaglio a mano Ora Blu Trastevere Panasonic Leica DG Vario Elmarit 12-60mm f/2.8-4 Asph. Power OIS Prima Isola d’Elba Castello di Gibralfaro Gennaio Natura Palmarola Fujifilm XF 150-600mm f/5 Proiezione Ponte Sant'Angelo Fotografia lago di Scanno Meridiani Lumix S 24-105mm f/4 Macro OIS GFX50S Diga del Vajont Panasonic Lumix GX800 Viajes Canon vs Nikon Erto Chiessi Space Invaders Tempo di Scatto APS-C tecnica EF 85mm f/1.4L IS USM Fujifilm GF 23mm f/4 R LM WR Longanesi Castello del Volterraio Manfrotto Canon EOS 6D Mark II Gallerie Workshop SLT Reflex Corso Base Camoscio Appenninico D780 Cabo Mayor Mostra Cupola di San Pietro Olympus Pen E-PL8 Regola dei Terzi Isole Pontine Bianco e Nero Mondadori Toscana Chiaia di Luna Nature EOS R5 Serata fotografica Formato RAW XF 23mm f/1.4 R LM WR Fondazione di Liegro bridge Roberto Giacobbo Powershot SX740 HS GFX100 II Albero di Natale Fotografia all’infrarosso Tamron 150-600mm f/5.6-6.3 Di VC USD G2 Santuario della Verna Cambiamento Climatico Z8 Lumix FZ1000 II Lo Zoom Canon EOS 77D Foreste Casentinesi Vi Racconto Una Foto X-E4 Fotografia di Paesaggio EOS M50 Mark II Lumix EF-M 22mm f/2 STM Corso Fotografico Z9 Nikkor Stacking Articolo Orso Al3Photo Canon EF 35mm f/1.4L II USM Clickalps Test EF-M 15-45mm f/3.5-6.3 IS STM Olympus M. Zuiko Digital ED 14-42mm f/3.5-5.6 EZ Pancake Isola di Smeraldo XF 50mm f/1 R WR Lago di Braies EF 100-400mm f/4.5-5.6L IS II USM Foro Romano D90 della Monte Penna Fotografia Panoramica S1R Upter Lo sfocato Corriere GF 500mm f/5.6 R LM OIS WR Photojournal.it Notte eur Parco Nazionale dei Monti Sibillini Natale Pentax La solarizzazione Z5 Eos M50 Mark II Geotag Meridiani Montagne Montagne di Luce Biblioteca Aldo Fabrizi Amatrice Logos Pentax D-FA 50mm f/2.8 Macro Ferrari Ambiente Canon EOS 800D Roma: Incanto e Magia Angelo Paionni Mirino Fondazione Don Luigi di Liegro Un mondo che non esiste più Scotland Pentax K1 Fujifilm FinePix X100F reflex Isola Risiera di San Sabba Museo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Wild Atlantic Way Edimburgo Canon Bell'Italia speciale Milano Cortina Panasonic Lumix Vario 12-32 mm f/3.5-5.6 312T Prima e Dopo Almanacco di Fotografare Manfrotto OffRoad 30L Postcart XF 16mm f/2.8 R WR Lo scatto remoto Ponte Sant’Angelo A7R IV Fotografia Notturna consapevolezza Smartphone Macro Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini L'isola degli Arrusi Galleria Moderni fotografiamo.net Canon PowerShot G7 X Mark III Fotografi Z50 FF II 9mm f/5 Sito Frecce Tricolori Matera Fontana della Barcaccia Malaga blade runner EOS 90D Alla Luna Fotografare il cielo notturno NiSi filters 6 W-Dreamer Rettilineare Fontana delle Rane Roma - Dal Tramonto all'Alba Highlands Repubblica Ceca GFX100RF Vieri Bottazzini Z 28mm f/2.8 SE X-S10 Fotografare P950 Intervista Autofocus Foto Galleria Compatta
© Gianluca Laurentini (P. Iva 11415451001)
Scaricare e riprodurre le foto ed i testi di questo sito senza l'esplicito consenso dell'autore è illegale e sarà perseguito a norma di legge.
Torna ai contenuti | Torna al menu