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Vi racconto una foto #22 / Quando provarono a insegnarmi come scattare una mia fotografia

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
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Tags: Vi Racconto Una FotoRomaSotto il cielo di RomaBianco e NeroPonte Sant’AngeloCupola di San PietroNotte

Nel 2011 ero ancora agli inizi del mio percorso professionale nel mondo della fotografia. Scattavo già da tempo, parecchi anni, ma l’idea che la fotografia potesse diventare un lavoro vero e proprio stava iniziando ad affacciarsi proprio in quel periodo e sapevo di avere ancora molto da imparare per poter fare quel salto di capacità che è necessario per chi vuole passare dall’essere un fotoamatore all’essere un professionista.

Presentai a delle persone una serie di fotografie di Roma in bianco e nero che avevo scattato nei mesi precedenti e tra queste c’era il bravissimo Angelo Paionni, che su Roma ha realizzato un progetto pazzesco che è diventato anche un libro che ho nella mia libreria. A lui piacque subito il progetto e mi chiese se volevo esporre quelle fotografie in un Centro Commerciale di Roma. Accettai subito questa proposta, anche perché mi piace avere un contatto con il pubblico e in quel periodo ne avevo particolarmente bisogno per capire se la direzione intrapresa potesse essere quella giusta. Oggi purtroppo non riesco più a dedicarmi all’esposizione di un mio progetto nonostante di foto ne abbia parecchie da mostrare, ma mi auguro che le cose possano cambiare in futuro.

Andai a montare le foto e, una volta finito, mi fermai a riposare un attimo. Misi nello zaino gli strumenti che mi erano serviti per montare le foto e prima di andare via mi fermai a dare un’ulteriore occhiata alle foto, per capire se fossero disposte in modo corretto o se fosse necessario cambiare posizione a qualcuna di esse. Mentre ero di fronte a questa foto mi si avvicinò un signore e iniziò a parlare: “Belle queste foto, ma lo sai come si fa questa?”, prima che potessi rispondere riprese: “Qui l’autore ha sicuramente usato il flash”. Non appena provai a dire qualcosa mi fece un segno con la mano e proseguì: “sono più di 30 anni che fotografo, stammi a sentire”. Io ero un po’ perplesso, ma anche curioso di vedere dove sarebbe andato a parare e lo ascoltai. Continuò la sua spiegazione, ribadendo più volte il fatto che lui fotografava da oltre 30 anni e poteva insegnarmi qualcosa. Finì un paio di minuti dopo, quindi mi fece finalmente parlare e io risposi: “guardi, veramente io non l’ho scattata così”. Assunse un’espressione sbigottita: “Ma sei tu l’autore? Belle queste foto, ma dimmi un po’, come l’hai scattata questa?”

Passai qualche minuto a illustrare le foto e il progetto al signore, che trovandosi di fronte a un ragazzo più giovane si era sentito in dovere di spiegargli qualcosa che neanche lui sapeva, ma che poi si mostrò più aperto e simpatico rispetto a quanto avessi sospettato in quel primo approccio e che mi salutò facendomi i complimenti e dicendomi: “grazie, ho imparato un sacco di cose oggi.”



Vi racconto una foto #20 / La storia del cerchio di luce attorno alla Fontana delle Rane

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
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Tags: Vi Racconto Una FotoRomaQuartiere CoppedèLunga esposizioneFontana delle RaneMaserati

Chi mi segue da tempo avrà notato che non sono un grande amante della presenza delle scie luminose a tutti i costi nelle fotografie. Nonostante scatti moltissime fotografie notturne per me, quando sono presenti le scie luminose, queste devono avere un senso e aiutare la composizione della fotografia in qualche modo, altrimenti è meglio non averle perché spesso rischiano di distrarre l'attenzione dal vero soggetto. In questo caso le scie luminose non hanno alcuno scopo, ma sono solo il ricordo di una spassosa vicenda capitata una sera d'estate e che mi fa piacere raccontarvi.

Mi trovavo in una calda sera di agosto insieme a due amici al Quartiere Coppedè per scattare qualche foto. Il Coppedè è un quartiere di Roma poco conosciuto anche da molti romani, che purtroppo si può fotografare con calma solo quando la maggior parte delle persone sono in vacanza, altrimenti è quasi impossibile portare a casa un'immagine senza macchine parcheggiate, spesso anche in doppia fila.

Una volta arrivati sul posto io e i miei amici iniziammo a fotografare, anche se solo una parte dell'illuminazione stradale era già accesa, per la rimanente parte sarebbe servita almeno un'altra ora di attesa ed è per questo che vedete lo sfondo così buio.

A un certo punto arrivò un tizio con un SUV della Maserati argentato. Penso fosse un Maserati Grecale nuovo di pacca, ma comunque non è così importante il modello. Parcheggiò davanti al Palazzo del Ragno, in una posizione in cui non sarebbe stato possibile non averlo in mezzo all’inquadratura da praticamente qualsiasi punto, quindi smettemmo di fotografare aspettando che ripartisse. L'uomo dopo aver fatto sfoggia dei suoi abiti firmati scendendo dall'auto, tornò al suo interno, accese la macchina e iniziò a far salire i giri del motore senza un vero senso, solo per attirare l’attenzione.

Eravamo perplessi, non capivamo cosa stesse succedendo e ci infastidiva un po' l'idea di dover aspettare un tempo indefinito, quando a uno dei miei amici venne in mente un'idea a metà tra il colpo di genio e la trovata che in un film americano ti fa ritrovare fatto a pezzi nel bagagliaio di un'auto abbandonata una settimana dopo i fatti. Per farla breve si avvicinò all'uomo in macchina e quando ancora era piuttosto lontano l'uomo esclamò: "ti piace la macchina, eh?!"
"Moltissimo", rispose. Poi proseguì: "noi stiamo facendo delle foto, potresti fare qualche giro intorno alla fontana per noi?"
L'uomo era chiaramente a digiuno di fotografia, ma era talmente egocentrico che si sentì onorato di tanta attenzione. Devo ammettere il mio scetticismo per quella trovata, ma il tizio maseratimunito iniziò a girare attorno alla Fontana delle Rane per noi. A quel punto scattai la foto che vedete più come ricordo della serata che altro.
L'uomo fece 3, 4, 5 e più giri della fontana, poi si fermò di fronte a noi e ci chiese: "è venuta bene la macchina?"
"Benissimo!", fu la nostra risposta all'unisono, mentre dentro di me speravo che non ci chiedesse di vedere le foto scattate perché l'unica cosa che non si sarebbe mai potuta vedere in quegli scatti era proprio la macchina. L'uomo per fortuna aveva già soddisfatto il suo desiderio di essere notato e partì sgommando per non tornare più, lasciandoci il campo libero per ricominciare a fotografare in tutta tranquillità.



Vi racconto una foto #19 / Un panorama veramente dettagliato

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
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Tags: Vi Racconto Una FotoRomaFotografia PanoramicaFujifilmGFX100 II
Quel giorno grandi nuvole si stavano addensando su Roma, così ho deciso di salire sul Campidoglio e scattare una fotografia panoramica che andasse dal Teatro Marcello fino al Vittoriano.
Una fotografia panoramica in digitale è composta da una serie di scatti che vengono in seguito uniti in post produzione. Non è un caso se in inglese si parla di photostitch, stitch infatti è una parola usata generalmente nel ricamo. La difficoltà tecnica in questo caso era duplice: da una parte le nuvole si muovevano in fretta, dall'altra bisognava considerare il traffico cittadino e scattare in modo che nessun mezzo venisse fotografato sul bordo del fotogramma, altrimenti questo avrebbe creato problemi in fase di giunzione delle foto. A rendere il tutto più difficoltoso si è aggiunto il fatto che avessi in prova in quei giorni la Fujifilm GFX100 II, una fotocamera ad altissima risoluzione che mi obbligava a fare tutto perfettamente o i problemi sarebbero emersi solo una volta tornati a casa senza grandi possibilità di recupero dei dettagli.
Facendo attenzione sono riuscito a realizzare quel che volevo e sono anche molto soddisfatto del risultato finale.



Vi racconto una foto #17 / L’elezione di Papa Francesco

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
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Tags: Vi Racconto Una FotoRomaPapa FrancescoCittà del Vaticano

Questa mattina alle 7:35 è venuto a mancare Papa Francesco. Mi fa piacere ricordarlo raccontandovi la storia di questa mia fotografia che lo immortala al suo primo affaccio dalla loggia delle benedizioni della Basilica di San Pietro, la sera del 13 marzo del 2013.

Come di certo ricorderete Papa Benedetto XVI si dimise dal suo incarico di papa e il 28 febbraio 2013 fu il suo ultimo giorno da pontefice, a seguito di questo evento iniziò il cosiddetto periodo di sede vacante che portò al conclave e alla successiva elezione di Papa Francesco. In quei giorni passai molto tempo in Piazza San Pietro aspettando la cosiddetta “fumata bianca”, ma, nonostante le ore perse in piazza in attesa dell'evento, si susseguirono non meno di 3 fumate nere consecutive, che fotografai.

Non avendo idea su quando sarebbe arrivata l'attesa fumata bianca il pomeriggio del 13 marzo andai in palestra e poco dopo il mio ritorno vidi in televisione il camino della Cappella Sistina che emetteva una chiara fumata bianca. Presi l'attrezzatura fotografica, che tenevo già pronta in uno zaino vicino la porta di casa per essere pronto a ogni evenienza e uscii di corsa. La gente affluiva in Piazza San Pietro da ogni direzione e mettermi in fila per passare i metal detector sarebbe stata una perdita di tempo che non potevo permettermi perché avrei rischiato di riuscire a entrare troppo tardi. Fu così che, sfruttando il caos che regnava in zona, scavalcai una ringhiera ed entrai in Piazza San Pietro di straforo. Mi avvicinai il più possibile e, visto che il sole era tramontato da tempo, usai come cavalletto di fortuna la spalla della mia dolce metà per scattare qualche fotografia. È così che riuscii a portare a casa una piccola serie di fotografie di questo evento, tra le quali questa.
Partecipare a queste cerimonie è emozionante perché ci si sente nel mezzo di un evento che rimarrà nella storia e poter portare a casa una fotografia è una soddisfazione immensa.



Vi racconto una foto #16 / Cosa ci fa la Ferrari di Niki Lauda a Trastevere?

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
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Tags: Vi Racconto Una FotoFerrari312TRomaMuseo dell’Agenzia delle Dogane e dei MonopoliTrastevere

Questa foto racconta un’avventura bizzarra che mi è capitata qualche tempo fa e che ha senso pubblicare solamente in questa rubrica nella quale racconto aneddoti inerenti la mia vita professionale. Per lavoro quel giorno dovevo andare a fare delle foto in via di San Crisogono, nel quartiere Trastevere, a Roma. Scesi dal tram a Piazza Mastai e per raggiungere il luogo di lavoro avrei dovuto fare solo pochi passi a piedi, ma nel corso di questo breve tragitto, come un vero e proprio miraggio, mi è apparsa di fronte la Ferrari 312 T con la quale Niki Lauda vinse il suo primo mondiale nel 1975 esposta in una vetrina. Non potevo crederci, per quale motivo quella Ferrari storica si trovava a Roma? Essendo in anticipo di un buon quarto d’ora mi sono avvicinato alla vetrina e mi sono accorto che quello spazio apparteneva all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e che si trattava in definitiva di un piccolo museo.
L’entrata era libera e sono ovviamente entrato di corsa per vederla da vicino, ma avvicinandomi ho subito notato che c’era qualcosa di strano nelle forme di quella macchina da Formula 1. Ho così scoperto che si trattava di un falso sequestrato al confine con la Svizzera nel 2021 durante un controllo. L’auto è infatti una replica ben eseguita e dotata di motore elettrico, ma il fatto che nel contagiri fosse riportata la scritta “Ferrari” ha fatto sì che si potesse considerare replica non autorizzata di un marchio registrato e quindi l’auto è stata posta sotto sequestro e portata a Roma per essere esposta in questo strano museo che contiene altre interessanti curiosità.



Vi racconto una foto #15 / Attenzione, pericolo di caduta

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
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Tags: RomaNevicata del 26 febbraio 2018Piazza di SpagnaFontana della Barcaccia


La sera del 25 febbraio 2018, prima di andare a dormire, preparai lo zaino con l'attrezzatura fotografica con la speranza che le previsioni meteorologiche che avevo visto la sera a cena si rivelassero esatte. Infatti per quella notte e fino a metà mattina del 26 febbraio era prevista una fitta nevicata sul Lazio che avrebbe potuto portare la neve fino a Roma. È con questa premessa che per la prima volta in vita mia a fianco dello zaino ho preparato le scarpe da neve per un'uscita fotografica a Roma.

La mattina, ancor prima dell'alba, sentii degli strani rumori provenire dall'esterno. Mi alzai e vidi che stava nevicando copiosamente e che c'erano almeno una decina di centimetri che si erano già posati sul terreno, così mi vestii in fretta e uscii con tutta la mia attrezzatura intorno alle 6:00 del mattino. Il freddo era intenso, in strada non c'era praticamente nessuno perché era impossibile transitare senza catene e incontrai solo un signore molto ottimista che stava provando a uscire con il motorino. Percorse forse 10 metri prima di farne altrettanti strisciando per terra. Mi avvicinai per aiutarlo, ma si rialzò da solo e mi disse che forse per quella mattina era meglio tornare tutti a casa. Pensai che forse avrebbe potuto intuirlo anche prima, d'altra parte se in Scandinavia sulla neve preferiscono usare le motoslitte ai motorini un motivo ci sarà, ma al contrario dell’avventato signore pensai che per me tornare a casa in un'occasione del genere sarebbe stato un errore che avrei rimpianto per chissà quanti anni, forse per sempre.

Mi rimisi in marcia con una nevicata fittissima e un freddo polare e feci parecchie fotografie, ma intorno alle 9:00 iniziai ad accusare la stanchezza e la fame per aver già percorso oltre una decina di chilometri sotto la neve e senza aver fatto una vera colazione pur di uscire il prima possibile. Ero in prossimità di Piazza di Spagna, così approfittai dell'unico posto aperto in zona, il McDonald's di via dei due Macelli, il secondo ad aprire in Italia. A quell’ora si cominciava a vedere qualcuno in giro, ma nelle tre ore precedenti avevo incontrato veramente poche persone. Scattai la foto che vedete pensandola già in bianco e nero perché la trovavo molto più adatta alla situazione che stavo vivendo in quel momento.
Entrai e ordinai la mia colazione e mi misi seduto nell'ampia sala nella quale c'ero solamente io in quel momento.

Feci colazione godendomi per un po' il caldo della sala e la colazione, quando a un certo punto vidi uno degli inservienti posare un cartello giallo a terra, ma lì per lì non ci feci caso più di tanto e continuai a mangiare. Una volta finito ripresi il vassoio e mi accorsi che il cartello era quello che indicava di fare attenzione al pavimento bagnato e che la causa del pavimento bagnato ero io. Avevo raccolto così tanta neve sulla giacca e sull'attrezzatura che il caldo della sala l'aveva rapidamente sciolta e si era creata una larga pozza tutto attorno a me.

Mi sentii un po' in colpa e mi scusai col ragazzo che aveva posizionato il cartello poco prima e che era pronto ad asciugare e ci fermammo a scambiare due chiacchiere su quanto fosse surreale quella situazione. Lo salutai e ricominciai il mio tour fotografico per la capitale imbiancata, ma dopo quella piccola avventura fu più semplice perché avevo finalmente messo qualcosa nello stomaco e perché nel frattempo aveva smesso di nevicare.

Quel giorno feci decine di chilometri con la pesante attrezzatura sulle spalle e quando tornai a casa dovetti mettere il ghiaccio sulle ginocchia per riprendermi, ma fu tutto sommato semplice trovarlo perché bastò prendere quello residuo che si era conservato sul balcone di casa.



Vi racconto una foto #10 / Space Invaders a Roma?

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
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Tags: Vi Racconto Una FotoRomaPantheonOcolusSpace Invaders

Il Pantheon di Roma è probabilmente il  monumento che preferisco tra tutti quelli che ho avuto l’opportunità di vedere nella mia vita. Le sue forme, le proporzioni ricercate dagli antichi romani nel costruirlo, l’eleganza dei suoi interni che si rivela una volta varcato l’immenso portone di bronzo, il suo sfidare il tempo rimanendo sempre incredibilmente affascinante e maestoso per chi lo osserva, tutto ciò contribuisce a renderlo unico. E non è un caso se viene ammirato e visitato da migliaia di turisti ogni giorno.

All'interno del Pantheon ho passato ore a guardare e a fotografare ogni dettaglio, ma quando ho scattato questa foto avevo deciso di passarci un paio d'ore per vedere come cambiava la luce al suo interno.

In quel momento il sole era basso sull'orizzonte e quindi il raggio di luce che entrava dall’ocolus era molto vicino all’apertura stessa e ho notato una cosa a cui non avevo mai fatto caso prima di allora, cioè che ci sono dei momenti della giornata in cui il raggio di luce somiglia agli alieni da colpire nel videogioco “Space Invaders”. Per riprenderlo al meglio ho capito immediatamente che sarebbe servito avere un forte contrasto e che quindi avrei dovuto far sparire i dettagli del soffitto del Pantheon rendendoli più scuri possibile e calcolare l'esposizione sull'unica porzione illuminata dal sole per metterne in risalto la buffa forma. L’unica altra zona della fotografia visibile sarebbe stata così proprio quella dell’ocolus, attraverso il quale sarebbe stato possibile riprendere l’azzurro del cielo, permettendomi di bilanciare la foto grazie a una diagonale che avrebbe reso la foto più dinamica. Fatte queste rapide valutazioni ho scattato.

L'effetto finale mi piace molto e ora ogni volta che mi capita di tornare all'interno del Pantheon non posso fare a meno di andare a cercare gli Space Invaders.



Vi racconto una foto #6 / Una mattina inaspettata

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
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Tags: Vi Racconto Una FotoRomaAlbaOra BluPiazza di Spagna

La sera prima di scattare questa foto avevo deciso che sarei andato all'alba, anzi ben prima dell’alba, a Piazza di Spagna per scattare qualche foto alla fontana della Barcaccia. Quando si ha a che fare con l'alba la premeditazione è condizione essenziale per ottenere buoni risultati. Bisogna avere le idee chiare sulla fotografia che si vuole ottenere, conoscere anche il posto in cui si potrà parcheggiare e quanto tempo si dovrà perdere per raggiungere il luogo dello scatto, l'attrezzatura andrà preparata la sera prima con cura scegliendo cosa portare e cosa no e occorrerà mettere la sveglia a un orario che poche persone non riterrebbero essere un crimine contro la persona. Insomma tutte le decisioni per scattare una foto del genere vengono prese con almeno una giornata di anticipo. Quando si tratta di foto da scattare nella mia città guardo bene anche il meteo, infatti un cielo poco nuvoloso può regalare belle soddisfazioni, ma spesso le previsioni si rivelano imprecise perché sono proprio le condizioni più difficili da prevedere quelle che fanno gola ai fotografi. Quando sono in viaggio e ho poche occasioni di trovarmi all’alba nello stesso posto per due giorni di seguito invece di solito mi limito ad alzarmi e a sperare che vada tutto per il meglio, consapevole che un’alba ogni 10 vale veramente la pena.
Quella mattina arrivai e tutto sembrava essere perfetto per scattare belle foto all’ora blu, a parte che per un particolare: la macchina dei vigili urbani parcheggiata non distante dalla fontana. Chi mi segue forse ricorda delle disavventure che ho raccontato riguardo le mie esperienza con il cavalletto in città per cui ero un po' preoccupato. Posizionai la macchina fotografica sul cavalletto e presi il telecomando notando con la coda dell'occhio che uno dei vigili urbani stava camminando verso di me. Decisi così di premere il pulsante di scatto senza nemmeno controllare i parametri per portare a casa almeno una fotografia nel caso in cui quel poliziotto stesse venendo a cacciarmi. Il vigile si avvicinò fugando ogni dubbio, ero inequivocabilmente io l'oggetto del suo interesse. Non mi piace generalizzare perché è ingiusto farlo, ma i vigili urbani di Roma in alcuni casi non si rivelano né simpatici né gentili nei modi e spesso sono troppo concentrati sul far valere il loro potere nei confronti di chi hanno davanti che a mio avviso questo spesso si traduce in un vero e proprio abuso di potere che porta a ordini inutili. Quindi ero pronto a riprendere tutto pensando a dove andare a fotografare l’ora blu. Invece quel vigile mi salutò e iniziò a guardare nello schermo della macchina fotografica. Si fermò incuriosito a chiacchierare e a farmi domande su quel che stavo facendo. Guardava la fontana, la scalinata e poi la macchina fotografica e faceva qualche domanda. Gli spiegai che stavo aspettando l'ora blu, che era ancora troppo scuro e che in circa 10 minuti sarebbe arrivato quel momento magico che dura pochi istanti. Mentre il collega vigilava sulla piazza vuota guardando di tanto in tanto il cellulare, lui rimase con me e quando gli dissi che quello era il momento perfetto guardò la scena e poi la fotografia appena scattata quando apparve sullo schermo. A quel punto ero soddisfatto e lo salutai prima di spostarmi per fotografare il sorgere del sole da un'altra posizione e lui mi disse: "grazie perché dopo tanti anni di servizio si rischia di abituarsi a certe scene, invece guardandole con te mi sono ricordato di quanto sono fortunato a lavorare in mezzo a queste meraviglie".
Quella mattina fu una sorpresa per entrambi e virtualmente ancora ringrazio quella persona che si comportò in modo così gentile e amichevole da riscattare un'intera categoria.



Titolo: Vi racconto una foto #4 / Una storia di gatti e alzatacce

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
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Tags: Vi Racconto Una FotoForo RomanoCampidoglioAlbaFujifilmGFX50SRomaLarge FormatGatto

Chi mi segue da tempo conosce questa foto perché l’ho scelta per la locandina della mostra: “Roma, dal tramonto all’alba”, pochi però conoscono come questa fotografia sia nata e per questo mi fa piacere raccontarvi oggi la sua genesi.
Nel periodo in cui ho scattato questa foto stavo provando una macchina fotografica fantastica: la Fujifilm GFX50S. Era la prima fotocamera mirrorless prodotta da Fujifilm con sensore medio formato, in seguito ribattezzato Large Format. Un sensore dalla gamma dinamica eccezionale. Lenta operativamente parlando e pesante da trasportare, difetti poi eliminati nei modelli successivi, ma quando si lavoravano i file RAW che era in grado di produrre sembrava di sognare.
In quei giorni mi ero fissato con l'idea di scattare una foto all'alba al Foro Romano visto dal Campidoglio con quella fotocamera. I problemi erano essenzialmente due: avevo i giorni contati e la fotocamera mi era stata data in prova in prossimità del solstizio d'estate. Un paesaggista ha per forza a che fare con il meteo e avere i giorni contati vuol dire sperare che tutto si allinei per il meglio per almeno un istante e l’estate è il periodo peggiore per sperare che questo avvenga, mentre essere vicini al solstizio d'estate voleva dire che se quell'istante fosse arrivato lo avrebbe fatto la mattina molto presto. Tanto per darvi un'idea dovete immaginare che per scattare questa foto mi sono alzato intorno alle 4:30 di mattina per vari giorni.
Il primo giorno in cui mi recai al Campidoglio trovai un cielo completamente libero. Neanche una nuvola. Levataccia inutile, allietata solo da un gatto di passaggio che mi fece compagnia in cambio di qualche carezza.
Il secondo giorno la medesima situazione. Levataccia inutile e qualche carezza al gatto.
Terzo giorno: il gatto era lì ad aspettarmi, ma il cielo era orribile e l'alba inutile da fotografare.
Quarto giorno: niente di buono, a parte l'amico gatto che ormai mi aspettava curioso ogni mattina.
La sera prima del quinto giorno ero indeciso se puntare la sveglia oppure no. Troppe le delusioni e, soprattutto, la mattina dopo tra le 9 e le 15 sarebbe passato il corriere a riprendersi l'attrezzatura per riportarla in Fujifilm. Dato che statisticamente un'alba su 10 vale la pena di essere fotografata decisi di puntare la sveglia sapendo che al massimo avrei fatto 4 coccole all'amico gatto e almeno una creatura felice ci sarebbe stata. Guidando la macchina nel buio e in assenza di traffico però la mattina del quinto giorno mi parve subito diversa dalle altre e quando cominciò a schiarirsi il cielo ne ebbi la conferma. L'ultimo giorno per scattare la foto era quello giusto. Prima di iniziare a scattare qualche carezza al gatto per ringraziarlo di avermi aspettato anche quel giorno e poi via ad ammirare il cielo colorarsi di arancione, giallo e rosso e intorno alle 6 di mattina lo scatto era al sicuro nella scheda SD. Il tempo di tornare a casa, fare colazione, riprendere i sensi, scaricare le foto e chiudere il pacco e la fotocamera era già in viaggio verso la sua casa ancora prima di sviluppare la foto desiderata, ma ormai sapevo che il file era lì nel mio computer e che il risultato di tanti sforzi era stato ripagato.



Una piccola riflessione sull'albero di natale di Roma 2023

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Riflessioni ·
Tags: RomaAlbero di NataleEcologiaPannelli Solari

Ho preferito aspettare la fine delle feste per questo post che definirei inusuale rispetto al solito visto che la fotografia è al servizio del testo e non il contrario.
Non mi piace fare polemica, preferisco essere sempre il più possibile costruttivo e oggi vi sottopongo una foto dell'albero di natale di Roma di quest'anno e mi piacerebbe avere una vostra opinione su questa mia riflessione.
Come saprete da qualche anno c'è grande affanno nel cercare di prendere in giro l'albero di natale di Roma, anche se sinceramente non ne ho mai capito il motivo. Tutto iniziò con il famoso “Spelacchio”, un albero che ebbe la "brutta idea" di morire prima della fine delle feste perdendo quasi tutti gli aghi proprio nei giorni più importanti del natale. Da quell'anno il tiro al bersaglio contro l'albero di natale della capitale divenne quasi una missione supportata da motivazioni spesso pretestuose e a volte ridicole, come quando si disse che era troppo bello perché era stato pagato da uno sponsor. Si è riusciti a far polemica anche quando l'albero di natale era bellissimo e a costo zero, tanto per far capire di cosa parliamo.
Quest'anno la polemica ha riguardato quei 2 pannelli solari che vedete alla base dell'albero. Per questo motivo ho deciso di mostrarvi una foto scattata di giorno quando i 2 pannelli solari sono ben evidenti, mentre di notte risultano praticamente invisibili. Molti hanno deriso questa iniziativa, invece secondo me la scelta di inserire due pannelli solari in grado di produrre l'energia necessaria per alimentare le luci dell'albero di natale e le luminarie di via del Corso è una bella idea. Nascondere i pannelli avrebbe tolto totalmente il valore educativo di chi ha pensato a questa iniziativa. Sì, perché secondo me è giusto che si cominci a far capire alle persone che la rivoluzione ecologica avrà un impatto sulle vite di tutti e che non è affatto grave che ciò avvenga, si tratta solo di ripensare al nostro futuro in un’ottica più sostenibile. Se sui tetti della città iniziassero a proliferare pannelli solari a perdita d'occhio non dovrebbe essere visto questo come un problema visto che la loro presenza è non solo utile, ma necessaria. Non voglio dire che dobbiamo riempire di pannelli solari i monumenti, quello no, ma i tetti dei condomini, dei supermercati, dei benzinai, delle industrie invece dovrebbero esserne pieni e per farci abituare alla loro presenza ha senso che si facciano iniziative come quella pensata a Roma.
Se ci siamo assuefatti alla presenza di orribili parabole per vedere le partite di calcio in TV e di antenne per la telefonia cellulare, allora dovremmo essere contenti di vedere più pannelli solari in città e dovremmo iniziare a promuovere iniziative che facciano capire che un futuro sostenibile passerà inevitabilmente verso un cambiamento che ora può spaventare qualcuno, ma che è assolutamente auspicabile.




Calendario Roma 2021

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Clickalps ·
Tags: CalendarioAlla LunaRomaClickalps
Per il quinto anno consecutivo sul calendario dedicato a Roma, nato dalla collaborazione fra la casa editrice "Alla luna" e l'agenzia fotografica Clickalps, sono state scelte delle mie fotografie per rappresentare la città eterna. Si tratta di ben sei fotografie sulle 12 totali e questo mi rende l'autore principale del calendario.

Un buon modo per passare il 2021 in compagnia di splendide fotografie della città eterna.





Pubblicata una foto sul mensile spagnolo Viajes di National Geographic

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in News ·
Tags: National GeographicViajesRomaIsola TiberinaClickalps
Una foto dell'arcobaleno sull'isola Tiberina è stata pubblicata a doppia pagina sul numero 238 di gennaio 2020 del mensile spagnolo Viajes di National Geographic. La rivista spagnola ha dedicato  all'interno di un articolo dedicato a Roma di ben 18 pagine.
Sono fiero del fatto che abbiano scelto una mia fotografia per un articolo così bello sulla mia città di nascita.





Calendario Roma 2020

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Clickalps ·
Tags: CalendarioAlla LunaRomaClickalps
Per il quarto anno consecutivo sul calendario dedicato a Roma, nato dalla collaborazione fra la casa editrice "Alla luna" e Clickalps, sono state scelte delle mie fotografie per rappresentare la città eterna. Si tratta di ben cinque fotografie sulle 12 totali e questo mi rende l'autore principale del calendario.
Inoltre le foto di copertina sia del formato 30x30 che di quello 18x18 sono mie. Le due fotografie scelte le trovate anche all'interno a rappresentare i mesi di maggio e agosto.
Le foto di copertina devono convincere una persona ad avere a fianco a sé per un anno un calendario invece di un altro, per questo è stata per me una ulteriore e bellissima soddisfazione che siano state scelte proprio le mie foto.
Un bel modo per passare il 2020 in compagnia di splendide fotografie della città eterna.




Uscita Fotografica al Tramonto con gli amici di NAF

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Corsi & Workshop ·
Tags: NAFRoma
Vi segnalo questa bella iniziativa dei miei amici di NAF alla quale parteciperò anche io.
L'appuntamento è fissato per sabato 16 febbraio alle ore 16:45 al Giardino degli Aranci (zona Aventino) a Roma per fotografare il tramonto sulla Città Eterna da una posizione unica.
Sarà questa un'occasione da non perdere per fotografare in compagnia e per poter provare l’attrezzatura messa a disposizione gratuitamente per l'occasione proprio da NAF - Noleggio Attrezzatura Fotografica.
Altre informazioni le trovate sull'evento Facebook.




Calendario Roma 2019

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Clickalps ·
Tags: CalendarioAlla LunaRomaClickalps
Per il terzo anno consecutivo sul calendario dedicato a Roma, nato dalla collaborazione fra la casa editrice "Alla luna" e Clickalps, sono state scelte delle mie fotografie per rappresentare la città eterna. Si tratta di ben quattro fotografie sulle 12 totali e questo mi rende l'autore principale del calendario.
Inoltre le foto di copertina sia del formato 30x30 che di quello 18x18 sono mie e le trovate anche all'interno a rappresentare rispettivamente i mesi di agosto e settembre.
Un calendario distribuito in buona parte del mondo e la scelta di usare per la copertina
proprio le mie foto, cioè quelle foto che devono convincere una persona ad avere a fianco a sé per un anno un calendario invece di un altro, è stata per me una ulteriore e bellissima soddisfazione.
Un bel modo per passare il 2019 in compagnia di splendide fotografie della città eterna.




Nuove gallerie su Clickalps

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Clickalps ·
Tags: ClickalpsRoma
Vi invito a visitare la home page di Clickalps.com per vedere sia la bellissima copertina che le nuove gallerie proposte. Trovate numerose mie fotografie nelle gallerie e sono felice che sia stata scelta per la galleria su Roma una mia foto molto evocativa scattata durante la nevicata dello scorso inverno.




Roma è in evidenza su Clickalps!

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Clickalps ·
Tags: ClickalpsRoma
Ad aprile 2018 l'agenzia Clickalps decide di mettere in vetrina le migliori foto di Roma scattate dai fotografi dell'agenzia e buona parte delle foto selezionate sono le mie.

Per vedere l'intera galleria clicca qui.




Uscita Fotografica Gratuita a Roma

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in News ·
Tags: UscitaNafRomaCastel Sant'AngeloTevereIsolaTiberina
Gli amici del negozio NAF di Roma hanno organizzato per il giorno sabato 14/4/2018 una passeggiata lungo il Tevere dove faranno provare le loro attrezzature gratuitamente a chi parteciperà. Hanno invitato anche me e gli altri dello staff del sito Fotografiamo.net in quanto a partire dai prossimi mesi mi occuperò personalmente del loro settore formazione.
Sarà l'occasione per fare fotografie, per conoscere e provare nuove attrezzature, ma anche per passare una bella giornata con altri appassionati di fotografia.
L'appuntamento sabato 14/4 sarà alle ore 9.30 a Ponte Sant’Angelo di fronte Via del Banco di Santo Spirito. Da qui ci muoveremo lungo il Tevere verso l’Isola Tiberina per catturare immagini suggestive della nostra città. Durante la passeggiata, sarà possibile utilizzare - gratuitamente - l’attrezzatura messa a disposizione da NAF - Noleggio Attrezzatura Fotografica.
Per info: 0645449858





Calendario "Roma 2018"

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Clickalps ·
Tags: CalendarioAlla LunaRomaClickalps
Sul calendario Roma 2018 nato dalla collaborazione fra la casa editrice "Alla luna" e Clickalps quattro fotografie su 12 sono state scattate da me. Un bel modo per passare il 2018 in compagnia di splendide fotografie della città eterna.



Workshop di Composizione Fotografica

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Corsi & Workshop ·
Tags: Workshop di Composizione FotograficaComposizioneNAFGennaio2018Roma
Quando i bravi gestori di NAF (Noleggio Attrezzatura Fotografica) mi hanno chiesto di collaborare con loro abbiamo raccolto un'infinità di idee per futuri progetti insieme. Ci siamo presto resi conto che dovevamo cominciare da un argomento importantissimo quanto sottovalutato: la composizione.
Mai come oggi, in un mondo in cui tutto sembra voler correre freneticamente, è importante prendersi qualche secondo per imparare ad inquadrare bene. Perché saper comporre vuol dire anche saper comunicare in modo efficiente.
Un workshop articolato in 3 incontri che potrà essere interessante sia per chi è alle prime armi che per chi la macchina fotografica sa come usarla, ma ha bisogno di andare oltre la tecnica.
Tenetevi liberi perché il 18, il 21 ed il 25 di gennaio non potrete mancare.
Per ulteriore info potete visitare la pagina dell'evento Facebook





Foto in evidenza sul sito Clickalps.com

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Clickalps ·
Tags: ClickalpsRomaPontiCastel Sant'AngeloPonte Sant'AngeloPonte Sisto
Fra le foto scelte a novembre a tema ponti dall'agenzia Clickalps vengono inserite due mie foto di Roma.

Per vedere l'intera galleria clicca qui.




Il cavalletto e i difficili rapporti con la giustizia

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Articoli ·
Tags: CavallettoGiustiziaRomaPantheonHDRFotografia Notturna



Roma: Incanto e Magia

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Recensioni Libri ·
Tags: Angelo PaionniRomaRoma: Incanto e MagiaLibriPostcart
Per la sezione dedicata alle recensioni dei libri fotografici vi consiglio questa volta di leggere un libro di un amico fotografo che reputo dovrebbe stare in ogni biblioteca personale di un appassionato di fotografia: "Roma: Incanto e Magia" di Angelo Paionni.
Se volete leggerla è sufficiente cliccare qui.



Prospettive Romane

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Mostre ·
Tags: MostreFondazione Don Luigi di LiegroWorkshopPalazzo EnglefieldUpterRoma
Venerdì 24 marzo si inaugurerà la mostra che presenta al pubblico il risultato delle immagini scattate dagli allievi del Laboratorio di Fotografia 2016 della Fondazione Don Luigi di Liegro che ho curato insieme a Maria Luisa Sardi ed Angelo Paionni.
La mostra, dal titolo "Prospettive Romane", si può vedere gratuitamente all'interno della sede dell'Upter di Palazzo Englefield fino al 14 aprile 2017.




Gianluca Laurentini Photography
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