Vajont - News - Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio

Collegamento alla pagina Facebook
Lo Stock personale sul sito dell'agenzia Clickalps
Il profilo Instagram
Il mio canale YouTube

Fotografia di viaggio e di natura

Vai ai contenuti

Menu principale:

Vi racconto una foto #7 / La diga ricostruita?

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Vi racconto una foto ·
Tags: Vi Racconto Una FotoFriuli Venezia GiuliaDiga del VajontMontagnaVajont

La prima volta che ho visto la diga del Vajont e la frana del Monte Toc è stato qualcosa di impressionante. Ero arrivato preparato, conoscevo gli accadimenti non solo per aver visto il film o lo spettacolo di Paolini, ma anche e soprattutto per essermi ben documentato tramite internet. Nonostante questo quando visitai la zona rimasi letteralmente senza parole. Mi sentivo piccolo piccolo non solo nei confronti delle persone decedute nella tragedia, quasi 2.000, ma anche e soprattutto riguardo ai volumi in gioco. La frana è qualcosa di colossale, senza averla vista dal vivo e averci camminato sopra è praticamente impossibile capire di cosa si stia parlando. Il Vajont è uno di quei luoghi in cui devi esserci andato per capire, altrimenti non avrai mai più di un'idea di cosa sia realmente successo in quel luogo.

Probabilmente sarebbe stato meglio se fossero rimasti senza parole anche due motociclisti che parcheggiarono i loro bolidi a fianco alla mia macchina mentre preparavo l'attrezzatura fotografica prima di iniziare a scattare qualche foto, tra le quali quella che vedete.

Mentre avevo lo zaino aperto sul sedile posteriore della mia auto e stavo pulendo le lenti con la microfibra arrivarono loro. Spensero le moto e scesero mettendo i cavalletti, poi si sgranchirono un pochino le articolazioni delle gambe dopo il viaggio, quindi osservando la diga uno dei due esclamò: "non pensavo l'avessero ricostruita". L'altro, che ne doveva sapere ancora meno dell'amico, ma che doveva avere una buona dose di fantasia mista a complottismo, rispose: "si vede che a qualcuno conveniva rimetterla in piedi". "E già", rispose il primo convinto dall'esaustiva spiegazione dell'amico.

Rimasi colpito dal fatto che persone che partivano da casa facendo non so quanti chilometri - l'accento sembrava Veneto ma non saprei dire da dove venissero realmente -, non si erano minimamente degnate di conoscere quello che stavano andando a vedere.

Dopo aver assistito a quella improbabile scena mi chiesi se queste due persone al loro ritorno sarebbero andate la sera al bar del paese o avrebbero parlato alle proprie mogli della diga del Vajont ricostruita per lucrarci e, soprattutto, se le persone con le quali avrebbero parlato sarebbero state in grado di correggerle. Probabilmente no, perché quella del Vajont è una tragedia di cui non si parla nelle scuole, che non è radicata nella memoria collettiva. Però per conoscerla, per immaginarla e per capirla basta andare lì con la curiosità di chi vuole imparare e allora tutto sarà incredibilmente e terribilmente chiaro.



55 anni di Vajont

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Articoli ·
Tags: VajontFotografiaErtoCassoMonte TocLongarone
9/10/1963 – 9/10-2018

Il 20 settembre 2017 sono stato per la prima volta a visitare la diga del Vajont. Come mi capita spesso quando vado a visitare qualcosa di importante ero piuttosto preparato sulla storia del luogo. Avevo visto decine di fotografie e di filmati recenti e d’epoca ed avevo letto vari articoli. Per questo una volta arrivato sul posto, nonostante non ci fossi mai stato prima, ho avuto una strana sensazione di familiarità. Insomma ero pronto a trovarmi al cospetto della maestosità della diga, che con i suoi 261 metri e 60 centimetri, è ancora in piedi. Ero pronto, per quanto lo si possa essere, a vedere l’imponenza della frana del Monte Toc che ha causato la tragedia. Però non ero pronto alla scena che mi si è palesata davanti quando, parcheggiando su una parte della frana, mi sono trovato di fronte alla nebbia posata all’interno della vallata che in qualche modo mi ha imposto di pensare che lì, proprio al posto di quella nebbia, fino a quella sera c’era un lago. Lì dove potevo vedere ora la nebbia fino alle 22:39 di quel maledetto 9/10/1963 c’era l’acqua. Quell’acqua che, a causa della frana del Monte Toc (260 milioni di metri cubi di roccia caduti a circa 100 km/h di velocità all’interno di un lago di 115 milioni di metri cubi, nelle proporzioni una palla di bowling che cade su una tazza di latte), ha provocato una tragedia di quasi 2000 morti, dei quali circa un quarto aveva meno di 15 anni d’età. Un paese in Veneto, Longarone e le sue frazioni, completamente spazzato via. Due paesi in Friuli, Erto e Casso, che sono stati raggiunti, ed in parte distrutti, da un’ondata d’acqua nonostante si trovassero di fronte al monte Toc ben al di sopra del lago. D’altra parte ho letto che qualcuno stima in 250 metri di altezza l’ondata di piena che si è originata a causa della frana.
La diga è ancora lì, ha retto a forze neanche prese in considerazione in fase di progetto, ma la visione che non dimenticherò mai è questa: perché ad un impatto del genere non ci si può preparare.




Vajont - 54 anni dopo

Gianluca Laurentini - Fotografia di paesaggio e di viaggio
Pubblicato da in Articoli ·
Tags: VajontFotografiaErtoCassoLongarone


9/10/1963 – 9/10-2017

Il 20 settembre 2017 sono stato per la prima volta a visitare la diga del Vajont. Come mi capita spesso quando vado a visitare qualcosa di importante ero piuttosto preparato sulla storia del luogo. Avevo visto decine di fotografie e di filmati recenti e d’epoca ed avevo letto vari articoli. Per questo una volta arrivato sul posto, nonostante non ci fossi mai stato prima, ho avuto una strana sensazione di familiarità. Insomma ero pronto a trovarmi al cospetto della maestosità della diga, che con i suoi 261 metri e 60 centimetri, è ancora in piedi. Ero pronto, per quanto lo si possa essere, a vedere l’imponenza della frana del Monte Toc che ha causato la tragedia. Però non ero pronto alla scena che mi si è palesata davanti quando, parcheggiando su una parte della frana, mi sono trovato di fronte alla nebbia posata all’interno della vallata che in qualche modo mi ha imposto di pensare che lì, proprio al posto di quella nebbia, fino a quella sera c’era un lago. Lì dove potevo vedere ora la nebbia fino alle 22:39 di quel maledetto 9/10/1963 c’era l’acqua. Quell’acqua che, a causa della frana del Monte Toc (260 milioni di metri cubi di roccia caduti a circa 100 km/h di velocità all’interno di un lago di 115 milioni di metri cubi, nelle proporzioni una palla di bowling che cade su una tazza di latte), ha provocato una tragedia di quasi 2000 morti, dei quali circa un quarto aveva meno di 15 anni d’età. Un paese in Veneto, Longarone e le sue frazioni, completamente spazzato via. Due paesi in Friuli, Erto e Casso, che sono stati raggiunti, ed in parte distrutti, da un’ondata d’acqua nonostante si trovassero di fronte al monte Toc ben al di sopra del lago. D’altra parte ho letto che qualcuno stima in 250 metri di altezza l’ondata di piena che si è originata a causa della frana.
La diga è ancora lì, ha retto a forze neanche prese in considerazione in fase di progetto, ma la visione che non dimenticherò mai è questa: perché ad un impatto del genere non ci si può preparare.



Gianluca Laurentini Photography
Tag
EF-M 22mm f/2 STM Autofocus Interivsta Punti di vista Impariamo a sfruttare il cielo in fotografia NiSi Holder V6 EF-M 15-45mm f/3.5-6.3 IS STM Albero di Natale Lo Zoom Olympus M. Zuiko Digital ED 14-42mm f/3.5-5.6 EZ Pancake Proiezione Cabo Mayor Longarone blade runner Nikon D500 Freedom G 25mm f/1.7 Asph. Mostra Casso Calendario Prima Fotografi Photoshop Fragments of Scotland Panasonic Lumix G Vario 12-60mm f/3.5-5.6 Asph. Power O.I.S. Pulcinelle di mare X Viajes Gianni Riotta Fondazione Don Luigi di Liegro Fotofabbrica Pantheon seleziona cielo Rupicapra ornata Composizione Panasonic Lumix G 14-140mm f/3.5-5.6 Asph. Power O.I.S. naturalista Eos M6 Mark II XF 150-600mm f/5 gratis Meridiani Dopo Meridiani Montagne EOS R5 Monte Toc Nikkor Corso Fotografico Rocca Calascio Z fc Altrephoto 8 Macro IS STM tecnica Canon EF 35mm f/1.4L II USM Lago di Pilato XF 16mm f/2.8 R WR Canon EOS 6D Mark II Bianco e Nero Panasonic Lumix FZ82 Orso EOS M5 Pannelli Solari RAW Gianni Berengo Gardin Castello del Volterraio Test Repubblica Ceca Galleria eur Longanesi Pentax D-FA 50mm f/2.8 Macro Flickr Daniele Nardi Ponte Sant'Angelo GF 45mm f/2.8 R WR Prima e Dopo X-S20 GND32 Soft Zero Canon vs Nikon Diaframma Alla Luna Sony Lago di Braies Photojournal.it Harenberg GFX50s T4 Euronews Filtri Aggiornamento Manfrotto Eos M50 Mark II Naf Olympus Pen E-PL8 Articolo Canon EF 16-35mm f/2.8 L III USM EOS R Fotografia naturalistica Scotland Canon PowerShot SX730 HS Cow Panasonic fujifilm XF 50mm f/1 R WR News Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga Panasonic Lumix Vario 12-32 mm f/3.5-5.6 Sony Alpha 7S II Rinascimento della Fotografia bridge D850 Amatrice Instax Italia Tiziano Terzani Al3Photo Roma - Dal Tramonto all'Alba Ambiente Panasonic Lumix GH5 Steve McCurry Parco Nazionale d’Abruzzo Parco Nazionale dei Monti Sibillini Raymaster Nikkor 16-80mm f/2.8-4 E ED VR DX mix Fujifilm GF 32-64mm f/4 R LM WR X-T5 L'occhio del Fotografo Light Painting Smartphone Panning fotografiamo.net sviluppo RAW etica Appennini consapevolezza Nikkor 18-35mm f/3.5-4.5 G Uscita EOS R3 Sigma Mostre Monte Viglio Cavalletto Postcart Panasonic Lumix FZ2000 Lumix FZ1000 II Wild Atlantic Way Zoom Roma NiSi 15mm f/4 ASPH Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini X-H2s Sito RF 35mm f/1 GFX50R Workshop di Composizione Fotografica EOS R8 Gatto Fotografia di Paesaggio Almanacco di Fotografare GFX100 Cantabria Natale Abruzzo Alberto Ghizzi Panizza Piazza di Spagna EOS R7 Isola Reflex Nikon gallerie Auguri Ponti XF 70-300mm f/4-5.6 R LM OIS WR GFX50S II Neve Fujifilm FinePix X100F mirrorless EF 100-400mm f/4.5-5.6L IS II USM Mondadori Tempo di Scatto Canon fotografo Filtro Polarizzatore Z50 Regola dei Terzi Tevere Filtri Fotografici Frecce Tricolori Isola di Smeraldo Powershot SX740 HS 6-8 R LM OIS WR Sony Zeiss Vario-Tessar T* FE 24-70mm f/4 ZA OSS EOS R10 Mirrorless National Geographic Ponte Sisto Edimburgo Bagaglio a mano Belluno Highlands Valle del Treja fotografia Praga Vieri Bottazzini olympus Dublino 14-24mm f/2.8 DG HSM Art Lo scatto remoto A7R IV Ora Blu Erto Guida Mercato Ponza Bridge I segreti delle schede di memoria Isola d’Elba Nikkor Z DX 50-250mm f/4.5-6.3 VR Tamron 150-600mm f/5.6-6.3 Di VC USD G2 Gallerie Montagna smartphone Z9 om Roma - Dal Tramonto All'Alba 1 Cambiamento Climatico Officine Fotografiche Campidoglio Large Format GFX100 II Matera Fuji Ceuta Z 14-30mm f/4S Vi Racconto Una Foto Arcobaleno P950 Pentax K1 Fotografare Serata fotografica EF 85mm f/1.4L IS USM Lazio Logos Irlanda Clickalps Natura Manfrotto OffRoad 30L L'isola degli Arrusi Lumix S 24-105mm f/4 Macro OIS Fondazione di Liegro Spagna S1R Mirino Roberto Moiola Articoli Raymasters Z 16-50mm f/3.5-6.3VR Puffin Aereo EOS 1DX Mark III Fotografia Notturna sviluppo Camera Raw Francesco Gola GFX50S Biblioteca Aldo Fabrizi Stock Nature T3 X-S10 Fotografiamo.net Lu RF 10-20mm f/4L IS STM Canon PowerShot G7 X Mark III Corriere D780 Canon EOS M6 Canon EOS 77D Macro Nikkor Z 24-70mm f/4 S Lumix G90 Giustizia della Corso Base Diga del Vajont Workshop Sirente Velino Lumix GX880 Angelo Paionni Panasonic Lumix G Vario 45-150 mm f/4-5.6 Asph. Mega O.I.S. Canon EOS 5D Mark IV Pro3 Foliage Folco Terzani Palmarola Scozia Fotografia Fujifilm Palazzo Englefield Andrea Jemolo Vajont Al3photo Terremoto Tiberina Lumix S5 lago di Scanno fotografico Olympus articoli Pixma Pro 200 Raymasters Camera Filters Basilicata Isola Tiberina Focus Fujifilm GF 23mm f/4 R LM WR Roma: Incanto e Magia EOS RF 28-70mm f/2L USM Z5 FF II 10-18mm f/4.5-5.6 C-Dreamer EOS 90D Pentax Nick Ut Roberto Giacobbo e reflex seleziona soggetto Laowa Galleria Moderni Adobe Camera RAW EOS M50 Mark II Fotografare il cielo notturno Friuli Venezia Giulia FF II 9mm f/5 La solarizzazione Michael Freeman NAF Foro Romano Tamron Wildlife Fujinon Intervista Ecologia Lumix TZ90 Appennino Centrale Castel Sant'Angelo RF 24-105mm f/4 L IS USM Lazio e Molise Lumix GH6 Letizia Battaglia Cascate di Monte Gelato Leica HDR Pubblicazioni #dolomiti Panasonic Leica DG Vario Elmarit 12-60mm f/2.8-4 Asph. Power OIS 6 W-Dreamer Rettilineare Luana Rigolli Geotag APS-C Lo sfocato Z 6II Editoriale Un mondo che non esiste più Gennaio Montagne di Luce Foto Lumix S Pro 16-35mm f/4 G80 Medio Formato Social SLT GFX100S 50-100mm f/1.8 DC HSM Art Autunno Facebook #marmolada NiSi filters Lightroom Stacking Corso Intermedio X-E4 Alba Formato RAW Lumix A99 II EOS R6 Upter 2018 Massimiliano Carraglia EF-M 18-150mm f/3.5-6.3 IS STM X100V Canon EOS 800D Panasonic Lumix GX800 XF 8-16mm f/2.8 R LM WR Z 28mm f/2.8 SE Monti Marsicani Lo scatto a raffica Guida Regali di Natale Libri Alpha 1 Sera XF 23mm f/1.4 R LM WR Compatta Febbraio Camoscio Appenninico
© Gianluca Laurentini (P. Iva 11415451001)
Scaricare e riprodurre le foto ed i testi di questo sito senza l'esplicito consenso dell'autore è illegale e sarà perseguito a norma di legge.
Torna ai contenuti | Torna al menu